punti di vista

Dubbio n. 17: quali punti di vista offre la terza persona?

La settimana scorsa abbiamo parlato di come lavorare sul punto di vista utilizzando la prima persona e, in particolare, abbiamo analizzato il caso di Nick Hornby in Non buttiamoci giù. Abbiamo osservato come in quel caso lo scrittore supera i limiti intrinseci a questa scelta cambiando la voce narrante a ogni capitolo, offrendo così diverse prospettive.

Oggi vorrei proseguire sul tema del punto di vista cercando di capire come variarlo utilizzando la terza persona. (altro…)

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libri

25 domande indiscrete su libri e lettura (meme)

Un paio di settimane fa Salvatore ha risposto sul suo blog alle domande di questo meme. Si tratta di un meme che gira da un po’ di tempo sui blog ma in cui io, fino a quel momento, non mi ero ancora imbattuta.

Come forse ormai saprete, amo i meme soprattutto se sono formulati sotto forma di domanda-risposta. Amo anche libri, per cui la decisione di partecipare a questa specie di intervista sui libri è stata istantanea.

Ecco qui le mie risposte.

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punto di vista

Dubbio n. 16: come gestire differenti punti di vista usando la prima persona?

Nei commenti al post della settimana scorsa sull’uso dei tempi dei verbi il discorso si è rapidamente spostato sull’uso della persona e, di conseguenza, sul punto di vista. Come ha accennato qualcuno, è possibile che a linee temporali diverse corrispondano punti di vista diversi. Ma gestire i punti di vista è tutt’altro che facile, per cui mi sono chiesta se sia necessario e, nel caso, come si possano gestire in modo proficuo in un romanzo. In questo post vorrei affrontare la questione pensando a un romanzo scritto in prima persona. (altro…)

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giorni strani

Giorni strani

Che questi primi giorni di vacanza dei miei figli sarebbero stati un po’ destabilizzanti, l’avevo previsto.

Quest’anno, per la prima volta dopo tanti anni, lavoro a tempo pieno. Gli anni scorsi era diverso. Lavoravo anche allora, ma erano lavori saltuari, per certi versi anche ripetitivi e mi occupavano una quantità di tempo inferiore, oltre al fatto che anche a livello mentale mi richiedevano un impegno inferiore. (altro…)

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presente

Dubbio n. 15: scrivere al presente o al passato?

Una delle prime decisioni che ci troviamo a dover prendere quando iniziamo la stesura di un romanzo è il tempo da utilizzare.

Per me è sempre stata una decisione piuttosto istintiva, ma l’istinto non è l’unico elemento di cui tenere conto,  tant’è vero che nel romanzo che sto editando ho dovuto apportare numerose modifiche proprio in relazione ai tempi dei verbi. E non solo per questioni di grammatica.

Sarei tentata di suggerire che se si parla di un fatto che si è svolto nel passato, si debba usare il passato, se invece si è svolto nel presente, si usi il presente. Elementare? No, per nulla, perché possono entrare in gioco numerosi altri elementi, per esempio come si vuole costruire la narrazione, che persona e/o che punto di vista si utilizzano e quale rapporto temporale ha ogni sequenza del racconto con le altre. Inoltre si potrebbe raccontare al presente un fatto che si è svolto cinquant’anni fa oppure usare il passato per un fatto che si immagina essersi verificato nel futuro. Perché? Perché la prospettiva è soggettiva e la voce narrante non è detto che coincida con quella di chi sta scrivendo.

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per chi scriviamo

Vi siete mai domandati per chi scriviamo?

Penso di poter dire che tutti noi scriviamo per essere letti.

Sarete tutti d’accordo che il famoso romanzo tenuto nel cassetto è più un cliché romantico che una realtà. Chi tiene i propri scritti per sé stesso (e io a lungo ho fatto parte di questa categoria di persone) è chi ha paura di una stroncatura. Del resto non avrebbe senso utilizzare uno dei principali metodi di comunicazione con un fine opposto al comunicare.

Ciò non significa che tutti scrivendo perseguano lo stesso obbiettivo.

Così come chi legge lo fa per vari scopi, altrettanto accade per chi scrive. (altro…)

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2 giugno

Il 2 giugno e il senso di una festa

Di solito non parlo delle ricorrenze. E’ argomento controverso, a volte poco interessante, e forse annoia pure i lettori. Però oggi è il 2 giugno: la mia rubrica del giovedì cade proprio in una festa nazionale e mi viene spontaneo proporre qualche riflessione.

Noi italiani abbiamo il gusto per la polemica, e mica solo quando si tratta della rosa di giocatori da scegliere per gli Europei.

Secondo me tutto nasce dall’abitudine di ragionare per etichette e di vivere altrettanto condizionati da esse. (altro…)

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promemoria

Io sostengo #Promemoria

Il post di oggi è un post un po’ particolare che, almeno all’apparenza, potrebbe sembrare fuori tema rispetto agli argomenti di cui tratto solitamente.

Invece, no. Noi qui parliamo di lettura e di scrittura. Ci interessa la cultura, ma non fine a se stessa, bensì funzionale alla crescita di ciascuno di noi.

Forse non tutti sanno che dal 2016 è in vigore norma che offre la possibilità di donare ad associazioni culturali una piccola parte delle proprie tasse. (altro…)

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donna

La telefonata (racconto)

Il suono della sveglia perfora il mio sonno, diventato da qualche tempo un guscio fragile. Che giorno è? Lunedì, forse martedì. Un giorno di lavoro, per gli altri. Lo capisco dal fatto che a fianco a me il letto è vuoto. Giorgio è già andato a lavorare. Chiara dorme nel lettino. Il suo respiro increspa il lenzuolo. Lei tiene la mano sul cuscino, lo stropiccia appena. Gliela bacerei.
Resto nel letto ancora un po’, non ho altro impegno se non stare qui. Mi dicono di non intestardirmi a puntare la sveglia. Giorgio, mia mamma, le amiche: “Dormi almeno mentre dorme lei”.

“Fa niente”, dico io. Voglio tenere il ritmo, essere pronta per quando tornerò a lavorare.

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personaggio

12 domande al mio personaggio inutile

Questo post è una specie di gioco. Se volete, potete giocare con me.

Vi capita mai di pensare, più che a una storia, a un semplice personaggio? Avercelo in mente in modo così preciso da conoscere pure il suo numero di scarpe ma non avere il romanzo giusto da dedicargli? Oppure, vi succede che un personaggio che avevate in mente non si adatti del tutto alla vostra storia e venga scartato all’ultimo momento?

A me quei personaggi lì ricordano le riserve alle partite dei mondiali di calcio. Quelle con la maglietta sempre ben stirata e i pantaloncini senza schizzi di fango, che poi magari si trovano ad alzare una coppa senza avere minimamente contribuito. Voglio dire, ci pensate?  Sei stato scelto nella rosa dei migliori giocatori di una nazione per partecipare ai mondiali e poi non entri in campo nemmeno un minuto. Ti dici che sei giovane, che forse non era ancora il tuo momento (alla faccia, hai pure vinto il mondiale senza muovere un dito!), ma devono passare altri quattro anni per avere un’altra opportunità di toccare il pallone e chi lo sa se l’occasione arriva ancora. (altro…)

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