donna

La telefonata (racconto)

Il suono della sveglia perfora il mio sonno, diventato da qualche tempo un guscio fragile. Che giorno è? Lunedì, forse martedì. Un giorno di lavoro, per gli altri. Lo capisco dal fatto che a fianco a me il letto è vuoto. Giorgio è già andato a lavorare. Chiara dorme nel lettino. Il suo respiro increspa il lenzuolo. Lei tiene la mano sul cuscino, lo stropiccia appena. Gliela bacerei.
Resto nel letto ancora un po’, non ho altro impegno se non stare qui. Mi dicono di non intestardirmi a puntare la sveglia. Giorgio, mia mamma, le amiche: “Dormi almeno mentre dorme lei”.

“Fa niente”, dico io. Voglio tenere il ritmo, essere pronta per quando tornerò a lavorare.

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personaggio

12 domande al mio personaggio inutile

Questo post è una specie di gioco. Se volete, potete giocare con me.

Vi capita mai di pensare, più che a una storia, a un semplice personaggio? Avercelo in mente in modo così preciso da conoscere pure il suo numero di scarpe ma non avere il romanzo giusto da dedicargli? Oppure, vi succede che un personaggio che avevate in mente non si adatti del tutto alla vostra storia e venga scartato all’ultimo momento?

A me quei personaggi lì ricordano le riserve alle partite dei mondiali di calcio. Quelle con la maglietta sempre ben stirata e i pantaloncini senza schizzi di fango, che poi magari si trovano ad alzare una coppa senza avere minimamente contribuito. Voglio dire, ci pensate?  Sei stato scelto nella rosa dei migliori giocatori di una nazione per partecipare ai mondiali e poi non entri in campo nemmeno un minuto. Ti dici che sei giovane, che forse non era ancora il tuo momento (alla faccia, hai pure vinto il mondiale senza muovere un dito!), ma devono passare altri quattro anni per avere un’altra opportunità di toccare il pallone e chi lo sa se l’occasione arriva ancora. (altro…)

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le donne del sesto piano

Dubbio n.14: Può essere efficace in narrativa il dialogo di un film?

Forse l’ho già detto: i dialoghi sono sempre stati il mio punto debole. Per un certo periodo della mia vita non li ho nemmeno amati. Avevo la stupida sensazione che fossero quelle parti che rallentano il racconto e che, a volte, ero persino tentata di saltare a piè pari.

Poi, la maturità, lo studio, i bei post letti qua e là sui vostri blog e ho capito quanto peso (positivo) abbiano i dialoghi in una narrazione.

Tralascerò le considerazioni sul fatto che un dialogo debba essere verosimile, ma non banale, e che debba portare avanti la storia. Queste cose le sapete già, inutile ripeterle. Quello su cui invece vorrei soffermarmi è sui criteri attraverso i quali scriverli e in  particolare in rapporto ai dialoghi utilizzati nel cinema. (altro…)

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liebster

Liebster blog Awards: le mie non-nomination

Eh lo so: c’avrete già due palle di ‘sti premi.

Per motivi di calendario editoriale partecipo tra gli ultimi. Però, ragazzi, è la prima volta che vengo nominata e non posso proprio esimermi dallo scrivere un post a riguardo.

Ringrazio di cuore le tre amiche blogger che mi hanno concesso tanto onore, Maria Teresa, Marina e Monica (davvero non mi aspettavo tre nomination) e mi accingo a svolgere il compito affidatomi punto per punto, anche se modificando leggermente il gioco. (altro…)

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Liberarsi dei tabù: conclusioni – Postilla al dubbio n. 13

Il nostro lungo viaggio attraverso i tabù è iniziato ben tre settimane fa. Allora, nel mio dubbio n.13, vi chiesi come scrivere le scene tabù.

La mia difficoltà nasce da un dubbio reale. Durante la stesura del mio romanzo mi trovo a dover superare piccole incertezze: sesso o non sesso? parolacce o non parolacce? etc etc. Così vi ho chiesto che cosa ne pensate, se abbiate tabù e come li superiate.

Ne è nata un’interessante discussione da cui è emerso che. chi più chi meno, un po’ tutti abbiamo tabù nella scrittura, ma che desidereremmo liberarcene, non solo perché la narrativa non può essere limitata da paure o preconcetti, ma anche perché è un utile esercizio per noi stessi anche nella vita reale.

Così ho colto la palla che stava rimbalzando verso di me dal blog di Michele e ho proposto un thriller paratattico per esercitarci sull’argomento: liberarsi dai tabù. (altro…)

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guest_post

La prima presentazione: 10 consigli per esorcizzare il panico

Nadia ha da poche settimane intrapreso la sua avventura con il crowdfunding e con Bookabook. Ci siamo conosciute così: lei che iniziava la sua campagna, io che, finita la mia, seguo quelle altrui. Nadia è una tipa tosta, di quelle che non mollano la presa. Ha organizzato una presentazione del suo romanzo per la raccolta fondi (era la prima volta che si cimentava in questa piccola impresa) con ottimi risultati. Le ho chiesto di raccontarci la sua esperienza perché, crowdfunding o meno, chi aspira a diventare uno scrittore sa che, prima o poi, la presentazione gli tocca. Buona lettura. 

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affinità affettive

Piccolo spazio pubblicità: “Le affinità affettive” di S. Faè

Per oggi ho deciso di saltare l’appuntamento settimanale con la rubrica dei dubbi del giovedì. La settimana scorsa abbiamo ospitato il blogtour di Michele Scarparo. Poiché l’argomento proposto per il thriller paratattico, ovvero i tabù, è materia ostica e delicata, si è deciso di concedere uno spazio più ampio alla preparazione dei racconti per cui la votazione inizierà domenica prossima.

Per non aggiungere argomenti su argomenti, ho deciso quindi di non sovrapporre la mia rubrica a questa bellissima iniziativa di Michele. (altro…)

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cinema

25 domande cinematografiche indiscrete – (meme)

Il cinema è una mia vecchia passione. C’è stato un periodo della mia vita in cui volevo conoscerlo talmente a fondo che mi iscrissi al DAMS con l’obiettivo di prendere una seconda laurea. Allora lavoravo in Municipio, avevo parecchio tempo libero e non avevo ancora bambini. Insomma, ci stava. Sostenni anche qualche esame con discreti risultati. Poi però, va detto, la spesa delle tasse universitarie iniziò a pesarmi molto, perché è ovvio che chi si iscrive per una seconda laurea lo fa solo per lusso ed è quindi giusto che, pur non occupando aule né pesando sulla società in alcun modo, si trovi nella fascia più cara, indipendentemente dal reddito.
Tralasciando l’invettiva politica, dicevo che c’è stato un tempo in cui amavo il cinema. Lo amo ancora ma, per motivi di figli e cose varie, lo seguo meno di allora.
Qualche giorno fa ho trovato questo meme sul sempre brillante blog di Marina e ho subito deciso di buttarmici!

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thriller

Thriller paratattico: libera i tuoi tabù

La settimana scorsa, nella rubrica del giovedì, abbiamo affrontato il tema dei tabù. Con mia sorpresa, ma non poi più di tanta a dire il vero, è stato uno dei post più letti di tutto il blog.

Certamente l’argomento pruriginoso tira, lo sappiamo. Ma è anche vero che dai commenti è nata una bella discussione che ci ha portati a confidarci reciprocamente e a osservare quanta influenza abbiamo i tabù sulla nostra scrittura.

Abbiamo anche detto, ed è bene sottolinearlo proprio qui, che non sempre i tabù che ci bloccano sono nostri tabù personali, ma che come aspiranti scrittori possiamo essere condizionati dai tabù della società e, consciamente o inconsciamente, ci risulta difficile superarli.

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BLOG

6 modi di fare blogging

In questi giorni, facendo un piccolo bilancio dei risultati ottenuti con il mio blog, ho osservato alcuni fatti di cui mi piacerebbe parlarvi.
Il mio blog è di creazione piuttosto recente. L’ho aperto nel mese di ottobre, ma solo da gennaio ho iniziato ad avere una programmazione precisa e una strategia comunicativa.
Il martedì pubblico argomenti più liberi, benché sempre legati alla scrittura e/o alla lettura, ma con un taglio più vicino a quella che è la mia attività lavorativa: comunicazione on-line.
Il giovedì c’è la mia rubrica dei dubbi del giovedì: che è un modo di affrontare le difficoltà che incontro procedendo nella stesura del mio romanzo e di confrontarmi con i miei lettori e con altri scrittori-blogger.

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