Il gioco non è nuovo. Io lo sperimentai per la prima volta l’anno scorso, con il post Il triangolo no, non l’avevo considerato. Avevo preso spunto da Daniele Imperi che nel suo Pennablu da ormai sei anni (lo farà anche quest’anno? Io ci scommetto che sì, e sarebbero sette) pubblica il post sulle 3 parole lanciato da Chris Brogan.

L’idea mi piacque subito. Tre parole come linee guida dell’anno appena iniziato.

L’anno scorso è andata piuttosto bene con le mie parole. Quest’anno come andrà?

le mie parole del 2016

Per il 2016 scelsi queste tre parole:

  • dubbio
  • coraggio
  • cuore

Dalla prima è nata la mia rubrica dei dubbi del giovedì e devo dire che ha ottenuto un buon successo. Quindi sì, ho dubitato molto e la cosa ha portato i suoi frutti, oltre che qualche risposta.

Sono stata coraggiosa? Dipende. Si sa che il coraggio non è il mio forte. Tuttavia qualche progresso posso dire di averlo fatto, ma non chiedetemi delle montagne russe: continuerò a dirvi che proprio non ci voglio salire.

Sulla parola “cuore” mi sento più tranquilla. Ma non sta a me dire di più.

le mie parole per il 2017

Per quest’anno vorrei proseguire sulla linea dell’anno scorso, ma concretizzare di più. Inseguo mille idee, inizio mille progetti, a volte sarebbe il caso di dire qualche no, soprattutto a me stessa, al fine di ottenere migliori risultati spendendo minori energie.

1. costanza

Mi sono fatta l’idea che il segreto del successo non risiede soltanto nella bontà delle idee, quanto nella costanza nel metterle in pratica.

Non c’è niente da fare, per ogni progetto ci vuole tempo. Ce lo insegna la natura: si semina, ma i frutti non arrivano subito. E’ necessario continuare a prendersi cura dei propri semi prima ancora che spuntino le piantine: strappare le erbacce, rincalzare la terra, irrorare d’acqua e coprire dal maltempo. Anche se non si vede nulla, il germoglio sotto terra c’è.

2. concretezza

A volte tocca scegliere. Non tutti i progetti possono essere portati avanti, sebbene sulla carta siano tutti fattibili, molti persino entusiasmanti.

A volte è necessario dire di no a se stessi, sebbene la voglia di fare sia tanta.

Dopo di che, bisogna essere concreti. Raccogliere i frutti, non lasciarli abbandonati sulla pianta. E se sono troppi per l’autoconsumo, portarli al mercato e provare a venderli. Altrimenti si sarà seminato per niente.

3. collaborazione

L’ho sperimentato già quest’anno sul mio blog: la collaborazione, oltre che essere un bel modo di lavorare, porta i suoi frutti.

Nel 2017 vorrei collaborare con altri professionisti e/o blogger in modo più continuativo, per non dire sistematico. Anche qui le idee sono molto, bisognerà organizzarle e valutarle con attenzione.

Nel mio piccolo vorrei dedicare maggior spazio ai guest post e, perché no?, riprovare con altre iniziative tipo Leggere non è peccato e Il Calendario dell’Avvento che hanno riscosso parecchio successo.

Avete qualche idea? Allora che aspettate? Fatevi avanti!

 

E voi, quali parole avete scelto per il 2017?

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Postilla delle 9:22: come previsto, proprio oggi è uscito il post di Daniele Imperi con le sue parole per il 2017.

22 commenti

  • Bello il giochino delle tre parole. Belle anche le tue parole, concrete e positive. A me serve l’intero vocabolario, lo so già. Un po’ le idee chiare le ho: risultati; soddisfazioni; serenità .
    Idee per il tuo blog? Ma sei un vulcano… però il laboratorio creativo, gli spunti originali per chi vuole mettere in discussione la forma di scrittura modificando il racconto come il tuo della telefonata, rivisto, tagliato e corretto da Salvatore, sì. E quindi si resta in attesa di certo non deluderai.

  • Quando ho messo in calendario il mio 3 parole per 1 rotta, ho pensato che non l’avrebbe scritto nessuno, invece mi avete anticipato di qualche giorno. Che io con la prima parola ho già iniziato alla grande…una cinquantina di pagine in inglese da studiare, nutrition program, training program, support and coaching group e già che ci siamo un writing program (ovunque vai, trovi sempre degli scribacchini!) 🙂

  • Faccio sta sera o domani.
    Sulla costanza io sono una delle persone + costanti che conosco, mai avuto tentennamenti in tal senso. Collaborazione dipende, ho spesso problemi a lavorare in gruppo, sono una grande individualista, poi è chiaro dipende dal gruppo, ma capita che unolavori e gli altri zero, poi i meriti si dividono. Concretezza, qui vado in genere abbastanza bene a parte rari momenti di voli di fantasia ma torno a terra in fretta, grazie al pessimismo.

  • Il gioco delle tre parole mi piace, devo aver aderito anche l’anno scorso, devo andare a vedere quali avevo usato, non mi ricordo affatto…le tue tre parole mi piacciono, soprattutto costanza e concretezza, sono due aspetti che mi appartengono parecchio. A questo punto non so se scriverò il decalogo dei buoni propositi o le tre parole, magari entrambi in due tempi, chissà…

    • Sai che nemmeno io mi ricordavo le mie dell’anno scorso? Mi ricordavo solo di “dubbio” perché da lì era nata la mia rubrica del giovedì.
      E’ vero, c’è anche da scrivere il decalogo! Non ci avevo pensato, non so se lo farò quest’anno… Comunque leggerò i tuoi! 😉

  • Io non riesco mai a trovarne, forse perché tre parole sono riduttive, le tre migliori parole direbbero sempre molto poco di quello che mi prefiggo ogni anno o forse userei sempre le stesse perché i miei obiettivi restano immutati. Ma con serenità ammetto che mi piacciono sempre le parole scelte da chi sa indicarle e lmi trovo spesso a dire “anch’io questa, anch’io quella: a te, per esempio, “ruberei” la parola “costanza” che mi piace molto. 🙂

    • Hai ragione, tre parole sono riduttive. Però a volte aiutano a mantenere il focus su quelli che sono i nostri obiettivi. In fondo le mie di quest’anno sono consecutive a quelle dell’anno scorso, che per altro non ho ancora realizzato del tutto. Insomma, piccoli step di un viaggio che non finirà mai. 😉

  • Arrivo anche io qui grazie a questo bel gioco delle tre parole che ogni anno mi fa scoprire persone e spunti interessanti, da seguire. Il tuo post ispira precisione e concretezza, di cui anche io ho bisogno. Quindi sarò felice di seguirti nei prossimi dodici mesi. Poi, visto che ce lo chiedi i miei tre termini sono: accountability, caoching e empowerment. Non a caso tre vocaboli inglesi 😉

    • Ciao Giuseppe e benvenuto sul mio blog. Ti ringrazio per l’apprezzamento e ti faccio i miei migliori auguri per i tuoi termini, belli tosti direi! 🙂

  • Hai ragione a dire che la collaborazione è importante, devo sforzarmi di ricordarlo.
    Ti auguro di riuscire a realizzare le tue tre parole! Buon anno!

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