Ieri sono andata a prendere la posta nella buca delle lettere. E’ un compito che a casa mia tocca a me. In mezzo alle solite pubblicità, bollette e comunicazioni della banca ho trovato due cartoline. Da Torino.

Mio papà ha quest’adorabile abitudine: in ogni posto dove va, fosse anche a pochi chilometri da qui, manda una cartolina ai miei figli.

Loro sono felici di riceverle.

Quando ero bambina era piuttosto frequente ricevere e inviare cartoline. Quando andavamo in vacanza ne spedivamo decine. Allora costavano meno di oggi ed era un lusso che ci si poteva permettere. Oggi invece è un’abitudine che si è persa, complici i mezzi tecnologici che ci connettono costantemente e che ci portano ogni angolo di mondo sotto casa.

Eppure allora ricevere una cartolina aveva un significato ancora più profondo dell’odierno messaggino. Era come dire: sono lontano mille chilometri da te, non ti vedo, non ti sento, ma ti penso.

Così, guardando Torino attraverso quelle due cartoline, ho riflettuto a ruota libera. E ho immaginato.

Sì, ho immaginato i miei personaggi. Mi sono chiesta dove siano ora, proprio in questo momento. Sono ormai passati mesi da quando li ho lasciati andare. Ho messo la parola fine al mio romanzo e li ho lasciati liberi.

Allora sono tornata indietro verso la buca delle lettere. L’ho riaperta e, non so come sia possibile, ho scovato altre cinque cartoline. Erano proprio lì che attendevano me.

Con le mani tremanti le ho passate una a una. Erano i miei personaggi che tornavano da me, per farmi sapere come stavano là fuori, in quel mondo che non è più mio.

Maria: una cartolina dalla Romania

cartolina romania

 

La prima cartolina è quella di Maria. Arriva dalla Romania, non avrebbe potuto essere altrimenti. Mi scrive con una grafia piccola e precisa, senza gli errori di ortografia che  mi sarei aspettata di trovare.

Cara Silvia, sono a casa. Finalmente. Ho con me tutti i miei bambini. Anche Emil e Irina. Adesso posso piangere di gioia. 

rosalba: una cartolina da roma

cartolina_roma

Rosalba, la pianista, mi scrive da Roma. Una Roma notturna, splendida e misteriosa.

Ciao Silvia. Sono qui per un concerto. E’ stata un’emozione stupenda salire sul palcoscenico e vedere tra il pubblico Alessio e Ludovico. Ora non ho più dubbi. 

MATILDE: UNA CARTOLINA DALL’ISOLA BELLA

cartolina_isolabella

Matilde, la vecchia compagna di scuola di Margherita, è sul Lago Maggiore, all’isola Bella.

Carissima Silvia, ho deciso si accompagnare personalmente mia figlia in gita scolastica. Almeno questa volta non mi sono dimenticata della sua merenda.

MARGHERITA: UNA CARTOLINA DALLA SPAGNA

cartolina_spagna

La cartolina di Margherita arriva dall’assolata Spagna e mi riempie il cuore di gioia. Non c’è scritto nulla. Solo tre firme. Quella di Margherita è chiara e riconoscibile. Quella di Amanda è dolcemente infantile. La terza è illeggibile. Ma sono certa di sapere a chi appartiene.

LUCREZIA: UNA CARTOLINA DI UN TRAMONTO

CARTOLINA_TRAMONTO

La giovane Lucrezia infine mi invia un semplice paesaggio:

Cara Silvia, ti dedico un tramonto. 

E io spero con tutto il cuore che sia l’inizio della sua nuova vita.

 

E voi, avete mai immaginato di ricevere una cartolina dai vostri personaggi?

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Postilla:

Ad alcuni amici blogger è piaciuta questa idea e hanno trasformato il mio post in un meme.

 

Chiara Solerio, Appunti a margine, Cartoline dai miei personaggi

Ivano Landi, 5 mie cartoline dall’Estate dei Fiori Artici

 

 

24 commenti

  • Non ho mai immaginato una cosa del genere.
    Però è bellissima, come idea! 🙂
    Credo che ne farò un meme, probabilmente giovedì prossimo o, se realizzo l’altra idea che mi frulla in testa, quello dopo. Tra l’altro, uno dei miei personaggi è un giramondo! 😀

    • Sarò sincera: in parte il merito di questo post è tuo. Anzi, doppiamente tuo. Ho ragionato molto sul tuo racconto del Calendario dell’Avvento, che è stato quasi uno spin-off del tuo romanzo.
      E poi il tuo post dei luoghi della settimana scorsa mi ha fatto venire voglia di esplorare.
      Ho legato le due cose et voilà: le cartoline dai personaggi! 😉

  • Vulcanica, al solito. Che bella idea i personaggi che ti inviano la cartolina!
    Quando hai iniziato il post ho sentito un tuffo al cuore, anche mio padre, ovunque andasse mi spediva cartoline, ho una scatola piena dove una dietro l’altra il messaggio era sempre lo stesso. “Mi raccomando studia e rendimi orgoglioso” e sul davanti quegli scorci meravigliosi. Hai ragione chi la invia pensa a te ovunque sia ed è proprio un peccato aver perso questa bella abitudine.
    Credo diventerà virale, come dice Chiara, lo useremo un po’ tutti allo scopo di rendere più reali i nostri personaggi. Sei impagabile.

    • Credo che sia successo anche a te: quando vivi per molto tempo a contatto con i tuoi personaggi, non ti rassegni all’idea che a un certo punto siano andati via.
      E come nella vita reale, quando perdi di vista qualcuno, per un po’ continui ad aspettarti un messaggio sul cellulare o, meglio ancora, una lettera, ecco che con i tuoi personaggi puoi continuare a dargli vita. Che cosa c’è di più bello di una cartolina che ti dia loro notizie?

  • @ Silvia, ma dai, che bellezza questo processo deduttivo. L’idea quindi è quella di non far morire i nostri personaggi con l’ultima pagina del romanzo. E in effetti una come me che si affeziona un sacco è più da saga che da romanzo autoconclusivo, anche se poi c’è il grosso risvolto della medaglia di non dare vita a nuove idee. Però in effetti ogni tanto anche personaggi vecchi possono venirci a trovare con una cartolina, un piccolo spin off.

    • Proprio così, Sandra. Perché in effetti quando raccontiamo una storia (così come quando leggiamo una storia) rimaniamo confinati in quello spezzone che abbiamo conosciuto. Ma la vita va avanti oltre le pagine di un libro e per ogni lettore può avere una prosecuzione diversa. Perché allora non immaginare, almeno con una cartolina, un ritorno dal passato verso il futuro? 🙂

  • Beh, penso che tra 9 mesi riceverò una cartolina da Montmartre con su scritto: “E’ nata!” 🙂
    Potrei riceverne una in bianco e nero, un po’ consunta dal tempo, dalla fabbrica di acciottolato con su scritto: “I nostri ciottoli sono arrivati fino a Sandringham House dalla Regina!”
    Ma Valentina, Max e Alex me ne manderebbero una con su scritto: “Ti muovi a scrivere??!”

  • Bellissima questa idea delle cartoline dai personaggi. Io sto ripensando in questi giorni a due miei personaggi e mi chiedo come è andata avanti la loro vita dopo di me, sarei contenta se mi mandassero delle cartoline, chissà. Erano belle le cartoline era un modo per fotografare un momento di un viaggio, magia che adesso con i cellulari non c’è più. Io ho fatto tanti viaggi con mio marito e avevamo preso l’abitudine di inviare una cartolina anche a casa nostra, spedivamo quelle per gli amici e i parenti e una anche per noi. Tornavamo dal viaggio e, quando l’avevano quasi dimenticato, arrivava la cartolina: era un modo per ritrovare per un istante l’atmosfera di quel viaggio.

    • Io non vorrei mai ricevere cartoline dai miei personaggi. Perché alcuni mi scriverebbero dalla prigione, altri dalla mensa della Caritas. Pochi lo farebbero per comunicarmi che le cose sono andate meglio.

  • Che bella idea, Silvia, veramente!
    Prima, però, dovrei conoscere i miei personaggi, eheh!
    Il parto è in corso: potrei mandare una cartolina dall’ospedale. 😀

  • Ciao Silvia, oggi è giorno di scoperte! Prima Chiara e poi, attraverso il suo blog, esattamente come Ivano, eccomi qua!
    Da quanto non ricevo una cartolina! Ci ho pensato su ma sai che non riesco proprio a ricordarmelo? Non sarebbe male riceverne una da un tuo personaggio…. Anche io sono curiosa di sapere cosa fa adesso la mia Luce, una delle protagoniste del mio romanzo… Una bellissima e feconda idea… Grazie

    • Ciao Elena e benvenuta sul mio blog. Grazie a te per l’apprezzamento.
      Sai, l’idea delle cartoline è nata proprio dalla considerazione di quanto sia ormai un’abitudine desueta quella di inviarle. Resta un po’ di nostalgia per quei tempi là… 🙂

  • Ciao Silvia, anch’io approdo sul tuo blog grazie al post di Ivano. Come prima cosa io adoro spedire le cartoline, e penso di essere una delle pochissime rimaste in circolazione a farlo. Ogni estate preparo un elenco di persone e spedisco. Addirittura alcuni conoscenti che hanno scoperto della mia abitudine mi hanno chiesto timidamente se potevano ricevere anche loro una cartolina. Fa tanto più piacere perché è una merce rara!

    Mi piacerebbe molto partecipare, ma i miei personaggi sono talmente datati che sarebbe davvero strano che spedissero delle cartoline! 🙂

    • Ciao Cristina e benvenuta sul mio blog.
      E’ vero: la cartolina è piacevole perché ormai è parte di un’abitudine desueta. A dirti il vero anche noi ne spediamo qualcuna, ma sono soprattutto i miei bambini ad appassionarsi a questo gioco. In fondo è un piccolo gesto che nasconde un’attenzione reale. 🙂

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